Riscoprire l'antica Bologna. Produzioni d'eccellenza tra XV e XVIII secolo

incontri | 3, 10 e 17 settembre
Museo del Patrimonio Industriale

In attesa della ripresa delle attività autunnali il Museo del Patrimonio Industriale propone, su prenotazione, un ciclo di tre incontri serali per approfondire alcuni curiosi aspetti della storia produttiva più antica di Bologna e del suo territorio: dall’innovativo uso della risorsa idrica, alla complessa organizzazione del setificio bolognese tra XV e XVIII secolo, alla storia e lavorazione di uno dei più celebri prodotti bolognesi, la mortadella.


Mercoledì 3 settembre h 19
Quando Bologna viveva sull’acqua
Lo studio dei documenti d’archivio e delle fonti iconografiche ha consentito di ricostruire e visualizzare con filmati, postazioni interattive, plastici e modelli funzionanti la storia, ancora per alcuni aspetti sconosciuta, di quando Bologna viveva sull’acqua. Risale, infatti, alla fine del XII secolo la realizzazione di un complesso sistema idraulico artificiale, oggi in gran parte nascosto, composto da chiuse, canali e chiaviche che distribuivano a rete l'acqua in città, consentendo l’uso della risorsa idrica come fonte di energia per il funzionamento di numerosi opifici. Tra questi spicca il mulino da seta “alla bolognese”, espressione tra le più alte di tecnologia preindustriale, utilizzato per la torcitura del filo di seta col quale si poteva ottenere il velo.
Tale prodotto, ampiamente commercializzato attraverso il canale Navile e spesso riprodotto nell'iconografia occidentale, rese celebre Bologna in tutta Europa sino alla fine del XVIII secolo.

Mercoledì 10 settembre h 19
Lo spuntino elegante
Immagini, oggetti e testi per raccontare la storia della mortadella, prodotto di lusso per “spuntini eleganti” fino al Settecento.
Sin dal Medioevo a Bologna si produceva un insaccato di carni suine macinate, cotte lentamente per garantirne un gusto particolare e una prolungata conservazione. Era la mortadella il cui nome deriva dall'espressione latina murtatum farcimen che indicava un alimento ottenuto da carni suine farcite con bacche di mirto.
Si trattava di un prodotto di lusso che nel Seicento costava nove volte più del pane, tre volte e mezzo più del prosciutto, due volte e mezzo più dell'olio. Il potere politico ne imponeva la lavorazione solo all'interno delle mura cittadine per trarne cespiti tributari, controllarne le fasi di produzione e la qualità. La mortadella veniva prodotta dai “salaroli”, artigiani della lavorazione delle “carni porcine salate” che nel 1788 dirigevano 67 botteghe specializzate.
Nel corso dell'Ottocento le nuove dinamiche industriali impongono anche a questo prodotto la meccanizzazione della sua lavorazione; in particolare l'impacchettamento e la conservazione in scatole di latta permettono la sua esportazione sul mercato internazionale, rendendo la mortadella un prodotto ampiamente popolare, ancora oggi conosciuto in molte parti del mondo sotto il nome di Bologna.

Mercoledì 17 settembre h 19
Il segreto del mulino da seta
Exhibit, ricostruzioni e modelli funzionanti per riscoprire la storia e il funzionamento della macchina che ha reso Bologna famosa tra XV e XVIII secolo.

Prenotazione obbligatoria. La richiesta va inviata entro le h 13 del giorno precedente l’incontro a museopat@comune.bologna.it (indicare nome e cognome, numero di partecipanti e un recapito telefonico di riferimento). Verrà data conferma di prenotazione via mail.
Gli incontri saranno attivati solo al raggiungimento di 10 partecipanti a serata.

È possibile il pagamento in cassa solo tramite carte o bancomat.


Indicazioni per partecipare:

È obbligatorio mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro e indossare la mascherina per tutto il tempo di permanenza nella struttura (si raccomanda l'uso di mascherina chirurgica mentre si sconsiglia l'uso della mascherina con valvola di esalazione).
Non è possibile accedere al museo in presenza di sintomi influenzali o con temperatura corporea superiore a 37,5 gradi.

Ingresso: biglietto museo (€ 5,00 intero / € 3,00 ridotto). Per i possessori di Card Cultura ingresso gratuito



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