Antigone delle città

Dialogo con Bruno Tognolini, Marco Baliani, Maria Maglietta e Massimo Marino
Chiostro di Santa Cristina - Biblioteca Italiana delle Donne

Rito civile e teatrale per la Strage di Bologna che nel 1991 coinvolse tutta la città.

Il racconto di un importante progetto di teatro collettivo, realizzato con il sostegno del sindaco Renzo Imbeni il 1 agosto 1991 e legato alla sentenza del Processo di Appello in cui furono assolti i mandanti della Strage di Bologna. Ricostruiremo la storia di quella “cerimonia civica e teatrale” e il senso profondo di un’azione necessaria, leggendo poemi scritti per l’occasione: materiali letterari forniti dalle/dai cento attrici/attori e dai cinque drammaturghi e scritture originali di Franco Fortini. Chiamiamo a raccolta tutti coloro che hanno aiutato o partecipato e i cittadini spettatori che fecero parte di quel rito, perché vengano e ricordino con noi.

Avete visto che intreccio di fili si va rivelando? Nessuna sorpresa: quando si muovono le storie profonde questo accade.

E la vicenda della ragazza Antigone, che da millenni gira il mondo per denunciare “l’insepoltura del corpo del fratello” non ha mai avuto riposo. Sembra svanire, di tanto in tanto, travolta da altre vicende in apparenza più urlanti e urgenti al nostro tempo, ma è apparenza: la pietas ribelle per i fratelli male morti non ha mai avuto ragione di estinguersi. La ragazza Antigone pareva scomparsa: era solo impegnata in reami lontani. Ecco che torna.
Bruno Tognolini

In caso di pioggia gli incontri si terranno nell'Aula Magna del Complesso di Santa Cristina


Marco Baliani
Attore, autore e regista. Con lo spettacolo Kohlhaas del 1989, attraverso un originale percorso di ricerca, dà vita al teatro di narrazione che segna la scena teatrale italiana. Figura eclettica e complessa del teatro italiano contemporaneo, ha sperimentato drammaturgie corali creando spettacoli-evento per molti attori, come Come gocce di una fiumana (premio IDI per la regia), o Antigone delle città, spettacolo di impegno civile sulla strage di Bologna del 2 agosto, o ancora dirigendo progetti come I Porti del Mediterraneo con attori provenienti da diversi paesi dell’area mediterranea. Nel 2016 è regista e autore, con Lella Costa, dello spettacolo Human, mentre l’anno successivo ha diretto e riadattato il testo dei Sette contro Tebe andato in scena al Teatro Greco di Siracusa.

Maria Maglietta
Attrice, drammaturga e regista teatrale. Nel 1975 insieme a Marco Baliani fonda a Roma la compagnia Ruotalibera. Compagna di Marco Baliani, ha seguito i primi passi del teatro di narrazione in Italia curando la regia di Kohlhaas, Corpo di stato, Lo straniero. Tra il 2003 e il 2012 partecipa con altri artisti a Acting from the Street, progetto teatrale per i ragazzi di strada di Nairobi, promosso da Marco Baliani e Amref. Il lavoro di quegli anni ha portato nel 2004 alla creazione dello spettacolo Pinocchio nero, seguito da L’Amore buono e da La casa nel cielo, spettacolo itinerante in alcuni villaggi della Rift Valley keniana.  Nel 2015 Maria Maglietta ha diretto Marco Baliani nello spettacolo Trincea, vincendo, l’anno successivo il Premio Enriquez per la Regia.

Bruno Tognolini
Nato a Cagliari, vive un po’ a Bologna, un po’ a Lecce, e un po’ in viaggio in mille incontri coi lettori. Dopo il DAMS e un decennio di teatro negli anni ‘80 (opere con Vacis, Paolini, Baliani), è ormai da trent’anni per amore e mestiere scrittore “per bambini e per i loro grandi”. Ha scritto poesie e romanzi (50 titoli con editori nazionali), programmi televisivi (4 anni di Albero Azzurro e 12 di Melevisione), testi teatrali, saggi, videogame (Nirvana X-rom, dal film di Salvatores), canzoni e altre varie felici narrazioni.

Massimo Marino
Guarda molto teatro, di oggi e del passato. Ne scrive, su vecchi giornali di carta e sul web. E pure nei libri. Insegna, cioè prova a praticare la difficile arte di crescere anime, di coltivare ombre. Gusta i ritmi delle frasi, gli interstizi di silenzio tra le parole, i corpi che danzano le slogature interiori o che provano a raccontare con immaginazione sbrigliata e chirurgica la realtà e i suoi altrove. Ama i fiori, anche quando sono ancora rami secchi o appena gemme, le onde, i promontori, le donne, le cime, i precipizi, gli orizzonti in cui gli alberi illustrano i palazzi.