6 agosto 2020, 21:30
@ Piazza Maggiore e BarcArena

Vacanze romane

(USA/1953) di W. Wyler (118’)

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Introduce Emiliano Morreale

Ispirato dal successo di film prodotti in location italiane, come Accadde in settembre, Wyler era convinto di poter girare a Roma un film d'alta qualità e dai costi ridotti. Per risparmiare ancora di più, decise di girare il film in bianco e nero nonostante i vibranti colori di Roma l'avrebbero reso un film perfetto per il Technicolor e, come lui stesso ha poi ricordato, "quando mi sono reso conto dell'errore, era troppo tardi per farmi spedire gli stock di colore in Italia". Con la sceneggiatura in fase di sviluppo, Wyler cercava un'attrice che interpretasse la principessa - qualcuno che avesse il portamento e l'aria aristocratica, ma che rivelasse anche un lato giocoso e vulnerabile. "Non mi serve una protagonista stellare", diceva, "voglio una ragazza che non abbia accento americano, qualcuno che a vederla dia l'idea di essere cresciuta per diventare una principessa. È questa la prerogativa principale - oltre alla capacità di recitare, al bell'aspetto e alla personalità". Nel luglio del 1951, l'allora ventiduenne Audrey Hepburn, praticamente sconosciuta, fu portata all'attenzione di Wyler e descritta come "un po' magrolina... ma molto attraente". [...] Audrey incontrò Wyler e sua moglie in un hotel di Londra per discutere il ruolo. Il suo screen test si svolse ai Pinewood Studios in settembre. Inconsapevole di essere ripresa per tutto il colloquio, ricordò come durante l'infanzia consegnasse note alla resistenza olandese. Il test mise in evidenza la sua naturalezza, ma anche la sua aria di regalità e William Wyler fu conquistato da quanto aveva visto. Con Vacanze Romane, Audrey si ritrovò nella situazione unica di passare dall'essere una semplice ragazza del coro, a recitare in una hit di Broadway come Gigi, a ottenere il ruolo di protagonista nel film di una major.


Caroline Young

Vacanze Romane di William Wyler è una favola moderna i cui protagonisti possiedono un fascino e un'innocenza che irradia per tutto il film - una sorta di neofabulismo per scacciare i neorealisti italiani. Gregory Peck interpreta Joe, un giornalista statunitense a Roma che una notte si imbatte nella storia del secolo: una donna bella, giovane e timida desiderosa di vivere qualche avventura con lui come sua guida. Si rivelerà essere la schiva principessa Ann, di un'immaginaria nazione europea, che è scappata dalle camicie impomatate dell'ambasciata e ora è in incognito in città. [...] Mentre l'amico di Joe, Irving (Eddie Albert), scatta foto di Ann che fuma, danza e si caccia nei guai, Joe esulta per il suo imminente scoop. Ma poi inizia a innamorarsi di Ann. Può davvero tradirla? Richard Curtis ha reso un intelligente omaggio a Vacanze romane nel suo Notting Hill. Forse Nanni Moretti intendeva fare altrettanto in Habemus Papam. Un film adorabile.

Peter Bradshaw