Matthew Whitaker trio

Concerti Jazz a cura di Piero Odorici
Parco della Montagnola – Area palco

Matthew Whitaker El. Piano e Organo
​Matt Oestreicher Chitarra
Sipho Kunene Batteria

Talento vero Matthew è cieco sin dai suoi primi anni di vita, ma questo non gli impedisce affatto di dominare la tastiera e di fondere stili e compositori diversi. Ha un talento istintivo per l’improvvisazione e questo, pur avendo appena sedici anni, fa di lui un jazzista di caratura mondiale. Ha cominciato come autodidatta approcciando all’organo Hammond B3. Quattro anni dopo, è diventato l’artista più giovane ad essere “Certificato” dalla prestigiosa casa fondata da Laurens Hammond nei suoi oltre 80 anni di storia. Attualmente studia pianoforte classico e batteria presso la Filomen M. D’Agostino Greenberg Music School alla Lighthouse Guild di New York, l’unica scuola di musica comunitaria per non vedenti e frequenta il Precollege Jazz Program alla Manhattan School of Music. Incontro con Wonder A 9 anni è stato invitato ad esibirsi alla celebrazione dell’ammissione di Stevie Wonder alla “Hall of Fame” dell’Apollo Theater di New York. Di quell’incontro, con una tra le più grandi voci mondiali della black music, Matthew ricorda un’armonica che Wonder gli ha regalato. «Quasi – scrive Giancarlo Donadio – una sorta di passaggio di testimone tra un enfant prodige degli anni cinquanta, e un talento di oggi dalla breve ma già luminosa carriera». «Amo il suono delle pentole – dice di sé Matthew Whitaker -, amo quello del motore delle macchine, delle metro, degli autobus. Amo il suono dei passi della gente, delle loro parole. Amo il suono delle macchine da scrivere, delle fotocopiatrici. La musica è dappertutto! La terra è un magnifico cerchio di suoni e io sono al centro». Al buio, senza vista, Matthew ha saputo sostituire la luce e i colori, al conforto dei suoni del mondo. In altre parole, è riuscito a trovare la giusta chiave per sopperire ad una sua mancanza. Whitaker è stato nominato Artista Yamaha a 15 anni, diventando il più giovane musicista ad unirsi al gruppo “stellare” di pianisti jazz riconosciuto dalla casa nipponica. Matthew ha anche ricevuto un importante riconoscimento dall’Harlem International Film Festival, che lo ha nominato ‘Most Remarkable Young Person on Screen’ (più notevole giovane sullo schermo). Nel 2016 ha vinto il popolare show musicale della Fox ‘Showtime at Apollo’ e nel gennaio 2017 è stato inserito nella speciale classifica del New Jersey by The Record come uno dei 17 artisti emergenti da tenere d’occhio. Collaborazioni C’è poi da tenere in considerazione il fatto che ha già al suo attivo una lunga serie di prestigiose collaborazioni con artisti come: Ray Chew, Christian McBride, Lonnie Smith, Rhoda Scott, Cameron Carpenter, Regina Carter, Jon Batiste, Cory Henry, Marc Cary, Arturo O’Farrill, James Carter, Roy Ayers, DD Jackson, The New York Pops Orchestra e con Hamiet Bluiett e il suo Bio-Electric Ensemble.



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