Woyzeck, lettura per voce sola | Reading con Pietro Babina

Take care of U | racconti sul prato
Piazza Rossini

Woyzeck lavoro teatrale di Georg Büchner, adattamento di Pietro Babina. 

Il linguaggio del Woyzeck, le cui traduzioni tradiscono l'impossibilità di un'univoca interpretazione, mette il lettore teatrale nella condizione del funambolo che non ha altra possibilità che seguire bendato la linea del cavo teso della figura di Franz.  A tali mancanze si aggiunge, in questo caso, quella delle diverse voci, rendendo l'insieme ancora più onirico e folle di quanto già non sia. Ricordiamo che Woyzeck stesso sente voci che affiorano dai muri, dalla campagna, dalle acque e a questo cercherò di tenermi aggrappato, come se il tutto non fosse altro che l'eco folle della sua mente, non fosse che il suo blaterare nella solitudine forse di un ospedale, forse di una palude. Woyzeck è il testo prototipo che prefigura quel che sarà poi il ‘900, chissà, forse le voci che sentiva Woyzeck provenivano dal futuro, un futuro che avrebbe fatto della distruzione e dello sterminio una pratica fondante. Ma c'è anche una magica sovrapposizione tra il Franz protagonista e il testo che lo racconta, sono entrambi due anormali, due informi, il testo è quindi nella sua forma simmetrico al suo soggetto e forse è proprio questa corrispondenza a caricare quest'opera di un carisma ineludibile.




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